Giacomo Torello, storia d’arme e d’amore nel Mezzogiorno svevo-angioino
Napoli, 1254: al tramonto dell’impero di Federico II un uomo d’armi, figlio del ghibellino Salinguerra, decide di fermarsi a Casoria, colpito dalla bellezza di una donna, per rifarsi una vita. La storia affascinante (e finora sconosciuta) di Giacomo Torello è stata riassunta per la prima volta in un saggio breve, realizzato da Giuseppe Pesce con le indicazioni di alcuni docenti dell’Università degli studi di Napoli “Federico II”.

Giuseppe Pesce analizza la storia di Napoli da una particolare prospettiva: l'entroterra.
Dopo una lunga ricerca di archivio, nel 2006 ha pubblicato il profilo storico (dalle origini al '900) della città di Casoria, antico casale "sedotto e abbandonato" dal boom industriale degli anni Cinquanta.
Nel 2007, con la collaborazione di alcuni docenti dell'Università di Napoli "Federico II" ha realizzato una ricerca su Giacomo Torello da Fano e la sua vicenda “d’arme e d’amore” ambientata nel Mezzogiorno svevo-angioino.
Attraverso varie collaborazioni giornalistiche ed editoriali degli ultimi anni, ha ricostruito il profilo storico di molti comuni della provincia di Napoli. Fino a concludere un vero e proprio itinerario storico dell’entroterra napoletano: Napoli e i suoi casali.
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